Immagine di copertina di: A Pomezia il Consiglio Nazionale della Cisal
15 Novembre 2021
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Giovani, pensioni, fisco e Pnrr. Nella tre giorni laziale tratteggiata la linea della Confederazione guidata dal Segretario Generale Francesco Cavallaro


Tre giorni intensi. In presenza. Finalmente. Dopo un anno e mezzo di pandemia. Due anni dopo l’ultima volta. La Cisal celebra il suo Consiglio Nazionale alla presenza di duecento, tra segretari confederali, segretari di federazioni, segretari delle unioni regionali, consiglieri e delegati. Tre giorni in cui è stata ripercorsa, anche attraverso un video emozionale, l’azione svolta negli ultimi ventiquattro mesi caratterizzati dall’emergenza Covid, con lo sguardo rivolto ovviamente al futuro prossimo. Al centro del Consiglio la manovra finanziaria 2022 con particolare attenzione ai giovani, alle pensioni, al fisco e al Pnrr, ma anche alle battaglie storiche dell’organizzazione che, in virtù della forza della propria autonomia, è riuscita sempre a tenere la barra dritta costituendo una certezza per quanti, lavoratori o pensionati, si ritrovano quotidianamente a combattere, adesso più che mai, per la difesa dei propri diritti e la ricerca di nuove opportunità.

È stata la relazione del Segretario Generale, Francesco Cavallaro, ad illustrare la linea della Cisal sui temi caldi inseriti nella finanziaria 2022, sui cui la Confederazione autonoma ha espresso perplessità fornendo contenuti e misure alternative. Per la Cisal “servono più risorse per una vera riforma del sistema previdenziale e non dei palliativi come le quote 101/102/103/104 che non cambiano le regole attuali di un sistema costruito per non favorire il ricambio generazionale”. Secondo Cavallaro “è ora di abrogare quegli interventi che oggi costringono i lavoratori a proseguire l’attività fino all’ultimo giorno per poi ritrovarsi con una pensione da fame. E più è lontana la pensione per i lavoratori, più tardi i giovani si affacceranno al mondo del lavoro”. Nella sua relazione il Segretario Generale della Cisal, quarto sindacato d’Italia, primo tra gli autonomi, aderente alla Cesi, designata nel Cnel in qualità di organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa spazio anche ai temi fiscali. Per Cavallaro “si puo’ e si deve fare di piu’, con una revisione profonda dell’attuale impianto dell’Irpef, sotto il profilo della base imponibile, delle aliquote e delle detrazioni fiscali. Non bastano le risorse messe un po’ qui e un po’ li’ per creare misure senza alcuna visione e un risultato tangibile e che rischiano di favorire solo chi guadagna di piu’’. Recentemente inserita al Tavolo Permanente per il Partenariato Economico, Sociale e Territoriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituito nell’ambito dell’attuazione del Pnrr, il segretario generale della Cisal, proprio in merito al piano nazionale di ripresa e resilienza ha sottolineato che “il Pnrr è un’occasione straordinaria di sviluppo se sapremo sfruttarla con attenzione e lungimiranza. Non è una questione di progetti ma come questi verranno portati avanti e concretizzati”. Tra gli obiettivi del piano la riduzione del gap tra nord e sud. Per Cavallaro “un divario che la pandemia da Covid-19 e la relativa crisi economica hanno accentuato andando a colpire principalmente le fasce sociali più basse e fragili che già prima dello scoppio della pandemia erano in ginocchio, concentrando le perdite di occupazione soprattutto tra i giovani, le donne e nel Mezzogiorno”. 

Lavoro, giovani e Pnrr al centro, anche, degli interventi dei diversi esponenti politici intervenuti nel corso della tre giorni. Dal sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Tiziana Nisini, ai senatori Dario Damiani, Gianpaolo Vallardi, Vincenzo Carbone, Ugo Grassi ed i deputati Nicola Carè e Luca Pastorino, i quali sottolineato l’importanza del confronto con il sindacato per uscire dalla crisi economica e sociale post pandemia.

Immagine di copertina di: A Pomezia il Consiglio Nazionale della Cisal
15 Novembre 2021
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Giovani, pensioni, fisco e Pnrr. Nella tre giorni laziale tratteggiata la linea della Confederazione guidata dal Segretario Generale Francesco Cavallaro


Tre giorni intensi. In presenza. Finalmente. Dopo un anno e mezzo di pandemia. Due anni dopo l’ultima volta. La Cisal celebra il suo Consiglio Nazionale alla presenza di duecento, tra segretari confederali, segretari di federazioni, segretari delle unioni regionali, consiglieri e delegati. Tre giorni in cui è stata ripercorsa, anche attraverso un video emozionale, l’azione svolta negli ultimi ventiquattro mesi caratterizzati dall’emergenza Covid, con lo sguardo rivolto ovviamente al futuro prossimo. Al centro del Consiglio la manovra finanziaria 2022 con particolare attenzione ai giovani, alle pensioni, al fisco e al Pnrr, ma anche alle battaglie storiche dell’organizzazione che, in virtù della forza della propria autonomia, è riuscita sempre a tenere la barra dritta costituendo una certezza per quanti, lavoratori o pensionati, si ritrovano quotidianamente a combattere, adesso più che mai, per la difesa dei propri diritti e la ricerca di nuove opportunità.

È stata la relazione del Segretario Generale, Francesco Cavallaro, ad illustrare la linea della Cisal sui temi caldi inseriti nella finanziaria 2022, sui cui la Confederazione autonoma ha espresso perplessità fornendo contenuti e misure alternative. Per la Cisal “servono più risorse per una vera riforma del sistema previdenziale e non dei palliativi come le quote 101/102/103/104 che non cambiano le regole attuali di un sistema costruito per non favorire il ricambio generazionale”. Secondo Cavallaro “è ora di abrogare quegli interventi che oggi costringono i lavoratori a proseguire l’attività fino all’ultimo giorno per poi ritrovarsi con una pensione da fame. E più è lontana la pensione per i lavoratori, più tardi i giovani si affacceranno al mondo del lavoro”. Nella sua relazione il Segretario Generale della Cisal, quarto sindacato d’Italia, primo tra gli autonomi, aderente alla Cesi, designata nel Cnel in qualità di organizzazione sindacale maggiormente rappresentativa spazio anche ai temi fiscali. Per Cavallaro “si puo’ e si deve fare di piu’, con una revisione profonda dell’attuale impianto dell’Irpef, sotto il profilo della base imponibile, delle aliquote e delle detrazioni fiscali. Non bastano le risorse messe un po’ qui e un po’ li’ per creare misure senza alcuna visione e un risultato tangibile e che rischiano di favorire solo chi guadagna di piu’’. Recentemente inserita al Tavolo Permanente per il Partenariato Economico, Sociale e Territoriale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, istituito nell’ambito dell’attuazione del Pnrr, il segretario generale della Cisal, proprio in merito al piano nazionale di ripresa e resilienza ha sottolineato che “il Pnrr è un’occasione straordinaria di sviluppo se sapremo sfruttarla con attenzione e lungimiranza. Non è una questione di progetti ma come questi verranno portati avanti e concretizzati”. Tra gli obiettivi del piano la riduzione del gap tra nord e sud. Per Cavallaro “un divario che la pandemia da Covid-19 e la relativa crisi economica hanno accentuato andando a colpire principalmente le fasce sociali più basse e fragili che già prima dello scoppio della pandemia erano in ginocchio, concentrando le perdite di occupazione soprattutto tra i giovani, le donne e nel Mezzogiorno”. 

Lavoro, giovani e Pnrr al centro, anche, degli interventi dei diversi esponenti politici intervenuti nel corso della tre giorni. Dal sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali Tiziana Nisini, ai senatori Dario Damiani, Gianpaolo Vallardi, Vincenzo Carbone, Ugo Grassi ed i deputati Nicola Carè e Luca Pastorino, i quali sottolineato l’importanza del confronto con il sindacato per uscire dalla crisi economica e sociale post pandemia.